mercoledì 22 maggio 2013
Fatti una reputazione e va a dormire
Sono sorpreso di vedere come chi ti sta vicino faccia fatica a comprendere i cambiamenti a cui ognuno di noi è sottoposto, e spesso ancora di più è difficile accettarli. La vita e le esperienze cambiano le persone, anche qualitativamente, ma l'accettazione del fluire, il darlo per scontato rimane sempre una specie di peccato, tacciato di ipocrisia o incoerenza.
Tutti siamo ipocriti quando diciamo "cogito ergo sum", tutti siamo incoerenti con ciò che eravamo poco tempo fa.
Anche il ciclo naturale non è mai perfetto: le stagioni non sono mai identiche anno per anno, e le foglie che appaiono in primavera non sono quelle delle future.
Solo la vita è sempre uguale, ma essa resta una forza unica, immutata, le cui forme cambiano perennemente nel suo intero rinnovamento, essenziale ad essa stessa.
Questa difficoltà d'accettazione cos'è? Attaccamento dell'ego? Paura del cambiamento che conduce alla morte, o semplice pigrizia?
Non riesco a darmi una risposta.
mercoledì 3 aprile 2013
Un giorno in questura
"E va bene, entro", ma la porta è bloccata, ed il citofono con scritto "112 pronto intervento" è l'unica cosa che può fare al caso mio. Nel mio mondo semplice e carino, un pulsante simile serve a chi ha urgenze tipo zombie in casa, una atomica in giardino, o il Berlusca aziendale che ti fa finire gli straordinari aggratis. Non certo per il mio umile e modesto problema, anche perché un tentativo di scasso a Cologno è lapalissiano. E denunciarlo un ossimoro, fai prima a rubarne una nuova.
martedì 12 marzo 2013
Turista per Caos - parte 1
Lugano, Svizzera.
Il lungolago sembra la versione lacustre del Lido di Venezia, quel mix fortunato di Liberty (troppo, troppo) e pieno orgasmo edilizio anni '50, e ricorda quella vecchia impellicciata che quando guardi in foto la sua gioventù ti rendi conto della gran bellezza che portava, ma adesso la ritrovi solo come il ricordo di se stessa, una cartolina sul tempo passato. Una GILF architettonica Insomma.
Il centro invece è particolare, pezzi perfettamente incastrati fra loro, con una falsa discontinuità, dove vedi spuntare la chiesa medievale circondata dagli uffici modernissimi, i bar chic ammiccano ai pub dei ragazzini, proponendo le stesse cose, mentre gloriose, quasi ad effettuare una strana scala di colori, spuntano case o finto romaniche, o barocchissime, o neoclassiche.
Tutto è bello, perfettino, calcolato. Nella costa spuntano, nella piena persa coscienza dei nostri anni, obbrobri in costruzione, ridicoli come il Principato di Monaco (inquietante la somiglianza), dettati da un piano regolatore ispirato all'abusivismo edilizio.
Ma ogni strada, ogni costruzione, puzza di banche, mercati, borghesi, in una epopea di tranquillità e pace quasi innaturale, un oceano di hippie benpensanti, e alla fine ti accorgi che questa città ti urla in faccia, ridendo, che non ha mai visto una guerra. Ed è una risata nevrotica.
Devo tornarci.
Il lungolago sembra la versione lacustre del Lido di Venezia, quel mix fortunato di Liberty (troppo, troppo) e pieno orgasmo edilizio anni '50, e ricorda quella vecchia impellicciata che quando guardi in foto la sua gioventù ti rendi conto della gran bellezza che portava, ma adesso la ritrovi solo come il ricordo di se stessa, una cartolina sul tempo passato. Una GILF architettonica Insomma.
Il centro invece è particolare, pezzi perfettamente incastrati fra loro, con una falsa discontinuità, dove vedi spuntare la chiesa medievale circondata dagli uffici modernissimi, i bar chic ammiccano ai pub dei ragazzini, proponendo le stesse cose, mentre gloriose, quasi ad effettuare una strana scala di colori, spuntano case o finto romaniche, o barocchissime, o neoclassiche.
Tutto è bello, perfettino, calcolato. Nella costa spuntano, nella piena persa coscienza dei nostri anni, obbrobri in costruzione, ridicoli come il Principato di Monaco (inquietante la somiglianza), dettati da un piano regolatore ispirato all'abusivismo edilizio.
Ma ogni strada, ogni costruzione, puzza di banche, mercati, borghesi, in una epopea di tranquillità e pace quasi innaturale, un oceano di hippie benpensanti, e alla fine ti accorgi che questa città ti urla in faccia, ridendo, che non ha mai visto una guerra. Ed è una risata nevrotica.
Devo tornarci.
giovedì 23 febbraio 2012
V for Vergogna
nel fumetto, V è un personaggio estremamente complesso: un antieroe che si spersonalizza per calzare un ideale puro, che è quello dell'esaltare e permettere la libertà di ogni essere umano. Ed è uno strumento, che muore quando l'ideale diventa realtà. Il film, assieme ai suoi seguaci nella vita reale (anonymous, 99% e chi più ne ha) hanno travisato tutto, facendo calzare ad ogni persona la maschera dell'ideale credendo che quello basti per creare un individuo. Passare da una divisa ad una maschera non è molto diverso: alla fine metti sempre la personalità e la libertà di ognuno dietro qualcosa. Per questo non li sopporto: non si ciancia di libertà proponendo surrogati; surrogati tralaltro peggiori della situazione iniziale.
mercoledì 22 febbraio 2012
Noscere Nox
Un po' per noia, tempo libero, un po' per imitazione di uno strumento utile quanto sprecato, ed ormai fuori moda dopo la travolgente ondata dei pensieri a 140 caratteri, inizio per l'ennesima volta un blog.
La crescita personale di ognuno porta sempre a dei cambiamenti, e si nota anche dal blog: a 17 anni era quello di un ragazzino che parlava delle sue sfighe, poi di un attaccabrighe, poi di un appassionati di arte, e via così..
Per le persone care sono poliedrico, e credo che sia anche ora di fare un blog che sia tale, senza vederlo come impegno, ma come piacere, o come sfruttamento dei momenti morti delle mie giornate. Un blog che parli di tutto, senza distinzioni. Ma soprattutto, un chissenefrega. Sono anche stanco di vedere (auto)referenzialità, pretese, puttanate varie. Il blog si fa perché piace a chi lo scrive.
Ed è questo che voglio, divertirmi.
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